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Chirurgia Estetica Seno

MASTOPLASTICA ADDITIVA

La Mastoplastica Additiva è sicuramente l’intervento più richiesto in chirurgia estetica, è un intervento di aumento del seno mediante l’uso di protesi mammarie. Il primo intervento del genere fu realizzato in Franci a negli anni 60. Di fondamentale importanza è la prima visita in occasione della quale viene fatta fare una simulazione per dare alla paziente la possibilità di scegliere da sola volume e forma della protesi. Il chirurgo ovviamente entrerà in merito per valutare la congruenza tra la scelta e la struttura fisica della candidata all’intervento. Le candidate per la Mastoplastica Additiva sono le donne con :

  • ipoplasia mammaria (seno piccolo)
  • mammelle ptosiche, ossia discese per la forza di gravità (in questo caso può essere necessario integrare con un intervento di mastopessi), spesso esito di perdita di volume e consistenza post gravidanza
  • malformazioni mammarie (es. mammella tuberosa)
  • asimmetrie mammarie

ANESTESIA

L’intervento si può realizzare in sedazione profonda più anestesia locale e blocco intercostale (dei nervi che escono dagli spazi tra le coste e vanno a dare la sensibilità alle mammelle).

RISCHI

Sono gli stessi di qualunque intervento chirurgico : infezione, ematoma, che possono comportare la necessità di rimozione nella protesi, alterazioni della sensibilità comunque reversibili.

POST-OPERATORIO

  • La paziente, previo conferma dell’anestesista, può lasciare la clinica in serata od eventualmente la mattina successiva.
  • Verrà applicata una medicazione elastica adesiva da mantenere per tre giorni e un reggiseno medicale, cui verrà associata una fascia in alto per evitare una risalita della protesi (vedi figura) da tenere per tre settimane.v
  • Alla rimozione della medicazione elastocompressiva dopo i tre giorni, il seno risulterà più gonfio soprattutto nei quadranti superiori, per l’edema. che comincerà a ridursi dopo un mese, con una maggiore morbidezza a tre mesi.
  • Non sarà necessaria la rimozione dei punti in quando vengono usati fili completamente riassorbiti.
  • Verrà fatto divieto di alzare le braccia, o sollevare pesi, compreso guidare un’autovettura, per tre settimane.
  • Inoltre non potrà dormire a pancia in giù per almeno 4 settimane, si può però dormire anche sui fianchi.
  • Una normale attività fisica può essere ripresa dopo tre settimane, mentre un’attività sportiva dopo almeno due mesi.

VISITA

Con il termine Mastoplastica Additiva si intende l’impianto di protesi mammarie. Durante la prima visita sarà importante far comprendere le possibilità del risultato che si può ottenere, sia in termini di volume che di forma, questo mediante una simulazione, in occasione del quale si invita la paziente a venire con un reggiseno sportivo elastico ed una maglia attillata.

Esistono due principali tipi di protesi: rotonde ed anatomiche. Le rotonde poi si distinguono in tre gruppi a seconda del grado di proiezione ( bassa, alta ed extra proiezione). A parità di diametro le diverse protesi hanno soprattutto come differenza, al di là ovviamente del volume, una diversa proiezione che influenza il riempimento del decolté. Nella simulazione si farà indossare alla paziente un reggiseno sportivo, quindi non imbottito ed una maglietta attillata e si posizioneranno tra il reggiseno e la mammella delle protesi di prova. Si cercherà di far scegliere alla paziente prima la forma e poi il volume che più gradisce, ovviamente il compito del chirurgo sarà quello di valutare una corretta congruenza rispetto alla silhouette della paziente. Nella scelta della forma se si vuole aumentare di poco il proprio volume mammario, lasciando o meno invariata la forma originaria del seno, sarà indicata la protesi rotonde a basso profilo. Se poi si vuole ottenere un maggior volume ma soprattutto un importante riempimento del decolté, andranno usate le protesi rotonde ad alto profilo, o con extra proiezione. Le protesi anatomiche o “a goccia” invece associano le caratteristiche delle protesi a basso ed alto profilo, infatti nella metà superiore la protesi ha una proiezione più bassa, dunque un decolletè meno marcato, mentre invece è marcata la proiezione nella metà inferiore. Esiste per questo tipo di protesi una vasta gamma di combinazioni di altezze e proiezioni. Una volta individuata la forma più idonea, si passerà a questo punto a stabilire il volume. Da considerare che, in linea di massima, un volume di 140cc corrisponde ad una taglia. Una volta che la paziente e solo la paziente abbia fatto una scelta sul tipo di protesi per lei più gradita, quindi senza la stimolazione né da parte del chirurgo, né di amici, compagni o familiari, se questa risulterà congrua, si passerà alla spiegazione della tecnica chirurgica impiegata.

L’INTERVENTO

Esistono essenzialmente tre vie di accesso, ossia le sedi dove possono essere praticate le incisioni, da cui andare ad allestire la tasca che alloggerà la protesi. Le incisioni possono essere essenzialmente praticate a livello:

  • del solco sottomammario;
  • del cavo ascellare;
  • dell’emiareola inferiore (la metà inferiore della circonferenza dell’areola).

Le tre vie hanno dei vantaggi e degli svantaggi. La tecnica preferita da molti chirurghi in genere è quella con accesso emiareolare inferiore. Questo perché nel passaggio tra l’areola e la cute circostante c’è un viraggio di colore, tale da permettere una migliore dissimulazione della cicatrice, che nel tempo sarà molto discreta. Attraverso questa incisione si procede ad una sezione del parenchima mammario per andare a raggiungere in profondità il piano muscolare, questo comporta la sezione solo di una minima parte della ghiandola mammaria. La quasi totalità continuerà a restare vincolata ai dotti galattofori del capezzolo e quindi sarà possibile in futuro anche continuare ad allattare. Lo step successivo è di stabilire il posizionamento della protesi : davanti o dietro al muscolo, nel posizionamento retro-muscolare distinguiamo poi la parziale cosiddetta dual plane (dietro il muscolo grande pettorale), che la totalmente retro muscolare . Quando è possibile si preferisce la posizione retro-muscolare in quanto presenta alcuni vantaggi. In primo luogo un risultato di maggiore durata nel tempo. Bisogna considerare che normalmente il peso del parenchima mammario grava non sul muscolo, ma sulla cute, infatti seni importanti portano ad un allungamento della cute e ad una discesa o ptosi del seno. Allo stesso modo una protesi collocata davanti al muscolo aggiungerà il suo peso a quello della ghiandola mammaria e quindi nel tempo contribuirà ad una ptosi della stessa. Invece nel caso della posizione retromuscolare, sarà il muscolo a caricare il peso della protesi e questo significa un risultato mantenuto nel tempo.
Un altro importante vantaggio della posizione retro muscolare è alla palpazione, infatti il muscolo in tutto il tratto che copre la protesi, la rende assolutamente impercettibile. Nel caso della dual plane la parte inferiore della protesi, non sarà coperta dal muscolo, e quindi potrà essere apprezzabile ad una palpazione profonda. Terzo vantaggio, ma per importanza forse il principale, è quello di una più agevole esplorazione diagnostica per mezzo di mammografia od ecografia, infatti la ghiandola mammaria continuerà a mantenere il suo normale rapporto con il muscolo e potrà agevolmente scivolarci al di sopra, permettendo, con la cosiddetta manovra di Eklund, da parte del radiologo, di effettuare una mammografia. Da un punto di vista oncologico poi, la posizione retromuscolare della protesi, spesso non obbliga alla rimozione della protesi in caso di neoplasia mammaria. La posizione premuscolare della protesi è invece indicata in quei casi in cui la paziente svolge un’importante attività fisico-sportiva, in cui sollecita enormemente il muscolo gran pettorale. Nei casi in cui la scelta di una protesi piuttosto piccola. Alla fine dell’intervento attualmente quasi sempre non si mettono drenaggi redon, fatta eccezione i casi particolari, e in genere vengono rimossi il giorno successivo.

  SCHEDA

Durata intervento2-3 ore
Permanenza in clinicaDay-Surgery o Ricovero
Convalescenza2-3 settimane
AnestesiaLocale o totale

PRIMA E DOPO

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