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Chirurgia Estetica Corpo

LIPOSTRUTTURA – LIPOFILLING

La Lipostruttura o Lipofiilling è una tecnica riempitiva finalizzata a:

  • correzione di asimmetrie
  • aumenti estetici di volume delle labbra, degli zigomi, del mento
  • ringiovanimento del volto, del dorso delle mani
  • correggere le irregolarità del contorno corporeo
  • correggere le cicatrici.

ANESTESIA

L’intervento si esegue in anestesia locale con una lieve sedazione in Day Surgery. Attraverso delle particolari cannule si aspira il tessuto adiposo da zone del corpo dove il tessuto adiposo è più compatto come addome o fianchi, il grasso aspirato viene purificato per poi essere iniettato nelle zone di interesse.

POST-OPERATORIO

Nella post trattamento in genere non c’è dolore, ma una sensazione di gonfiore. Piuttosto possibile edema dei tessuti nei primi giorni dopo l’intervento, che viene riassorbito in 5-15 giorni. Possibili ma raramente evidenti delle ecchimosi (bleu), che possono apparire nelle prime ore e si assorbono nei 10-20 giorni dopo l’intervento. Conviene non esporsi al sole o a radiazioni U.V. nelle regioni operate prima di quattro settimane per evitare rischi di macchie cutanee definitive. I risultati definitivi cominciano ad apprezzarsi dopo 2-3 settimane, ma bisogna aspettare almeno tre mesi per essere sicuri.

VISITA & INTERVENTO

È opinione diffusa di molti autorevoli chirurghi estetici che le metodiche di ringiovanimento, soprattutto del volto, saranno sempre meno invasive e tra queste riveste un ruolo principale la tecnica riempitiva. Le tecniche di riempimento hanno sempre spinto alla ricerca di un filler che avesse le caratteristiche di tollerabilità, unita alla durata. Buona tollerabilità è una caratteristica positiva di materiali di riempimento riassorbibili, come l’acido ialuronico, la durata invece ne rappresenta un limite. In questa direzione il trapianto di tessuti autologhi ha sempre suscitato interesse, in particolare l’innesto del tessuto adiposo per la sua consistenza soffice e naturale, limite però è l’incerta previsione della percentuale di attecchimento. Inizialmente si usavano innesti adiposi in grossi blocchi, questo comportava cicatrici estese nell’area di prelievo e nell’area donatrice, che pertanto ne avevano sempre limitato l’impiego solo nei casi di deformità severe. Il primo lavoro scientifico pubblicato fu quello di Neuber nel 1893, che descrisse l’impianto di tessuto adiposo nel viso, dopo prelievo dal braccio. Czeny nel 1895 descrisse l’impianto di un lipoma a ricostruzione di un difetto di una mammella. Tale trapianto fu molto usato anche per riempire cavità polmonari, i neurochirurghi per prevenire aderenze cerebrali, gli ortopedici per riempire le PdS ossee. Alcuni chirurghi presero nel monoblocco anche la cute, che veniva disepidermizzata, in quanto si riteneva che il versante dermico, favorisse una più rapida rivascolarizzazione dell’innesto. La diffusione di sostanze di riempimento come paraffina (un primo impiego risale addirittura al 1899 da Gersuny per ricostruzione del testicolo, poi anche da Millard e Kolle), la gomma, il lattice purificato, il silicone, il silastic, ecc…, tale uso negli anni 40 ridimensionò l’interesse per il trapianto adiposo. A parte casi isolati come del Brunning nel 1911, che usò del tessuto adiposo iniettato con una siringa nei tessuti molli di un naso durante una rinoplastica, cui seguì però graduale riassorbimento; o del Miller nel 1926. Bisogna aspettare gli anni 80 , con la messa a punto della tecnica di lipoaspirazione di Yves-Gerard Illouz. Ed in particolare il 1986 quando F. Fournier presentò una tecnica di microlipoaspirazione con ago da 13 Gauge e iniezione del tessuto adiposoal congresso dell’American Society for Dermatologic Surgery, tale tecnica fu inizialmente usata proprio per riparare i difetti iatrogeni creati da lipoaspirazioni aggressive. L’anno successivo Sidney R. Coleman cominciò a praticare tale tecnica, perfezionando la metodica per assicurare una maggiore integrazione e stabilità dell’innesto, e ideando delle cannule per il prelievo e per l’infiltrazione. Del tutto recenti sono studi sulla popolazione cellulare contenuta nei lipoaspirati, si è dimostrata la presenza oltre che di adipociti, anche di preadipociti, di cellule endoteliali vascolari e cellule della muscolatura liscia vascolare, e sopratutto di cellule capaci di differenziarsi in diverse linee, le cellule staminali adipose-derivate (ADSCs), una popolazione di cellule staminali mesenchimali presenti nel tessuto adiposo, capaci anche di esprimere fattori di crescita. Già precedentemente i chirurghi avevano notato che l’impianto di tessuto adiposo, non solo aveva azione di riempimento, ma migliorava anche la qualità dei tessuti circostanti, la cute invecchiata, le cicatrici. Poi si è verificata la capacità di bonifica di tessuti affetti da radiodermite, o con ulcerazioni croniche, lesioni delle corde vocali, anche per migliorare contrazioni capsulari mammarie; con neovascolarizzazioni e maggiore idratazione dei tessuti. Principali indicazioni al trapianto autologo di grasso sono per difetti da perdita del normale tessuto adiposo, per la correzione di asimmetrie, per aumenti estetici di volume delle labbra, degli zigomi, del mento, per il ringiovanimento del volto, del dorso delle mani, per irregolarità del contorno corporeo, anche per stigmate iatrogene da lipoaspirazioni, per correzione cicatrici. Di recente viene ridiscussa l’indicazione per aumento del seno, nonostante la proibizione dell’American Society of Plastic and Reconstructive Surgeons nel 1987 per la compromissione delle indagini strumentali nelle mammelle. Oltre che le indicazioni di bonifica di tessuti radiodermitici, ulcerati, e le più ambiziose prospettive di uso delle cellule staminali ADSCs.

  SCHEDA

Durata interventoDipende dalle zone trattate
Permanenza in clinicaDay-Surgery
Convalescenza
AnestesiaLocale + sedazione

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