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Chirurgia Estetica Uomo

GINECOMASTIA

La ginecomastia è una dismorfia che riguarda il sesso maschile, con aumento di volume in regione mammaria. Sicuramente sottostimata è infatti molto più frequente di quanto si immagini, anche perché chi ne è affetto tende sempre a coprire con abbigliamento la parte. Anche nell’uomo in regione mammaria esiste normalmente un tessuto ghiandolare mammario. Questo parenchima talora, o per aumento del livello di ormoni femminili, o per assunzione diretta di farmaci ad effetto anabolizzante (utilizzati impropriamente in ambienti sportivi), o indirettamente perché usati per allevamento di animali che entrano nella nostra alimentazione, da cui una maggiore incidenza di tale dismorfia in questi ultimi anni; o per una maggiore sensibilità del tessuto mammario ad un normale livello ormonale, od anche per un incremento della massa adiposa; può produrre un aumento di volume indesiderato, che in taluni casi è così sviluppato da creare una vera e propria pseudo-mammella.

ANESTESIA

Si potrà operare in anestesia locale, blocco intercostale e sedazione. Se preferito dal paziente si potrà effettuare una anestesia generale.

RISCHI

Sono quelli di tutti gli interventi chirurgici : infezione, ematoma, parestesie, irregolarità della superficie cutanea dell’area trattata, eventuali sofferenze cutanee sono assolutamente rare.

POST-OPERATORIO

Il paziente a discrezione dell’anestesista potrà uscire in giornata, o il mattino successivo se applicati dei drenaggi, questi vengono in genere rimossi il giorno dopo. Verrà applicata una medicazione compressiva adesiva nella regione trattata, che verrà mantenuta per circa tre giorni e verrà utilizzata una fascia elastica, che avvolge tutta la circonferenza del torace sull’altezza mammaria, da mantenere per un minimo di tre settimane, meglio se per quattro settimane. Si manifesterà un edema che si risolve in maniera importante dopo un mese ed in maniera più definitiva dopo tre mesi.

L’INTERVENTO

Esistono diverse possibilità di correzione. Per decidere la tecnica più idonea và preventivamente fatta eseguire un’ecografia della zona, questo innanzitutto per escludere l’eventuale presenza di lesioni sospette in tale distretto, il cui trattamento avrebbe la priorità rispetto alla correzione dell’inestetismo. Una volta esclusa la presenza di lesioni dubbie, sempre dall’esame ecografico avremo informazioni sulle caratteristiche del parenchima mammario ed in particolare una valutazione dell’entità della componente ghiandolare rispetto quella adiposa. Ciò avrà ripercussioni sulla scelta della tecnica. Infatti quando ci sarà una prevalenza della componente adiposa rispetto a quella ghiandolare, si prenderà in considerazione la possibilità di intervenire con una lipoaspirazione della regione, che comporta tra l’altro minori esiti cicatriziali. Quando invece è prevalente la componente ghiandolare si procederà alla cosiddetta mastectomia sottocutanea, l’accesso per questo tipo di intervento è da alcuni praticato a livello del solco sottomammario (margine inferiore della pseudo mammella), ma questo comporta delle cicatrici estremamente evidenti nell’uomo. Per tale motivo l’accesso più estetico preso in considerazione è quello emi-areolare inferiore, infatti come analogamente effettuato nella mastoplastica additiva nella donna, un’incisione lungo la metà inferiore della circonferenza dell’areola, permetterà di dissimulare meglio la cicatrice, trovandosi questa nel punto di passaggio da un colore, quello dell’areola, ad un altro, quello della cute circostante. Ovviamente quest’accesso comporta maggiori difficoltà tecniche, essendo più ridotta l’area di manovra, soprattutto poi quando si tratta di areole molto piccole, com’è nella maggior parte dei casi. Esiste poi una forma mista con parenchima mammario che ha percentuali di tessuto ghiandolare ed adiposo equivalenti, in cui la tecnica di mastectomia sottocutanea può coniugarsi a quella di lipoaspirazione. Comunque in generale una lipoaspirazione della periferia della regione mammaria viene quasi sempre praticata, perché permette di far sfumare i bordi della zona di asportazione principale, nei tessuti circostanti. Nei casi poi in cui esiste una pseudo mammella con eccesso di cute (evidente soprattutto quando si crea una grossa piega al disotto di essa), la sola asportazione del parenchima mammario sarebbe insufficiente per un risultato estetico, in quanto la cute in eccesso, resa ancora più evidente dallo svuotamento del suo contenuto, creerebbe come una sorta di “grembiule” . In tal caso si procederà, come nella mastopessi in una donna, alla disepitelizzazione (rimozione dello strato più superficiale) della cute in eccesso, questo attraverso la tecnica “round block”, già descritta nella mastopessi, che consiste nell’asportare un anello di cute a medio spessore, intorno alla circonferenza dell’areola. E poi nella sutura della circonferenza più grande, esterna dell’anello, su quella più piccola interna, dell’areola; questa discrepanza di grandezze delle due circonferenze, verrà ripartita nel miglior modo, ma comunque creerà delle pieghe cutanee che si irraggiano ai lati della circonferenza di sutura e che verranno riassorbite in tempi variabili da sei a nove mesi. Alla fine dell’intervento si applicano dei drenaggi in aspirazione, ad eccezione dei casi in cui si procede a correzione mediante la sola tecnica di lipoaspirazione.

  SCHEDA

Durata intervento3-4 ore
Permanenza in clinicaDay-Surgery o Ricovero
Convalescenza2-3 settimane
AnestesiaLocale o totale

PRIMA E DOPO

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